Biografia

Armando Fabio Ivaldi

Ha compiuto i suoi studi formativi tra Genova, Firenze e Bologna. Laureatosi in Storia del Teatro e dello Spettacolo e quindi in Storia dell’Arte (indirizzo medievale-moderno) e già membro titolare dell’Organisation Internationale des Experts (con sedi a Ginevra e Parigi), ha collaborato e collabora con vari enti. Fra gli altri: l’Accademia Musicale Chigiana di Siena, la Fondazione “Gioachino Rossini” di Pesaro, la Fondazione “Giorgio Cini” di Venezia, la Fondazione “Gaetano Donizetti” di Bergamo, l’Istituto per la “Cultura e l’Immagine di Roma”, il Centro di Musica Antica “Pietà dei Turchini” di Napoli e il Dipartimento di Lingue e Culture del Mediterraneo dell’Università di Firenze. Nel 1997 ha tenuto alcune lezioni su Alessandro Sanquirico e la scenografia romantica presso l’Università “Federico II” di Napoli e, all’inizio del 2011, una serie di conferenze, con diapositive e videoclip, sullo sviluppo della scenografia dal tardo Cinquecento alla metà dell’Ottocento, nell’ambito di un master sulle arti visive tenutosi in Spagna, presso l’Università di Vigo. Nel 2012, su richiesta dell’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria, ha contribuito alla realizzazione del film-documentario Il Vate di Dubrovnich. Ruggiero Giuseppe Boscovich, prodotto dalla Radiotelevisione Croata (Hrtvatska Radiotelevizjia), specie nella parte riguardante la villa del conte Giacomo Durazzo, ambasciatore imperiale a Venezia, ubicata nella zona di villeggiatura di Mestre, dove fu appunto ospitato il padre gesuita Ruggiero Boscovich, famoso letterato e scienziato dalmata, nell’autunno del 1772. Fra il 2010 e il 2013, ha inoltre collaborato alla revisione di alcune tesi di dottorato, presso l’Università della Sorbona – Paris VIII (Saint Denis), concernenti l’attività teatrale e le feste patriottiche in Italia durante il periodo rivoluzionario.

Pubblica su riviste specializzate di Storia dell’Arte, di Musicologia e di Storia del ballo teatrale o in volumi nati da Convegni e Seminari Internazionali di Studio e in cataloghi di mostre.

È uno degli iniziatori della riscoperta della scenografia e della scenotecnica fra il secolo XVI e il XIX (di cui ha iniziato a interessarsi dal 1973, ancora molto giovane, con grandi maestri quali Maria Teresa Muraro, Mercedes Viale Ferrero e Elena Povoledo che lo ha sempre considerato un «suo discepolo»); sia degli studi sugli “apparati effimeri” barocchi (con Giulio Carlo Argan, Corrado Maltese, Alvise Zorzi, Nino Carboneri e Maurizio Fagiolo Dell’Arco).

Nel corso degli anni, si è progressivamente occupato di molti e diversi argomenti (artistici, operistici e teatrali), differenti tra loro anche nei secoli considerati, che hanno spesso privilegiato importanti centri culturali e sedi di grandi corti, fra Cinquecento e Ottocento, tra cui Berlino, Ferrara, Parigi, Parma, Roma, Venezia, Vienna, Torino e, soprattutto, Genova.

Alcuni suoi iniziali lavori si considerano ormai fondamentali: non solo per la biografia dell’architetto e scenografo ferrarese Giovanni Battista Aleotti, ma anche per quelle del compositore barocco Alessandro Stradella e del conte genovese Giacomo Durazzo, promotore della riforma dell’opera seria a Vienna. Altrettanto si può dire di altri suoi contributi sulla diffusione dell’opera barocca “alla veneziana”, sulla gestione dei teatri d’opera fra Sei e Settecento, il ballo teatrale e l’opera ottocentesca al Teatro Carlo Felice di Genova e l’Opéra di Parigi.

Ambiti principali di ricerca

Storia del melodramma; rapporti fra il teatro spagnolo del “siglo de oro” e la librettistica italiana del ‘600; il teatro di corte e il teatro pubblico a pagamento; gestione teatrale e censura (secoli XVII-XIX); architettura teatrale e apparati effimeri (secoli XVI-XIX); messa in scena e scenografia (secoli XVI-XIX); il ballo di corte e il ballo teatrale (secoli XVII-XIX); il ballo teatrale e l’architettura dei giardini (secoli XVIII-XIX).