A. Galli Bibiena. Progetti per Sabbioneta

on Mar 25, 2014

Antonio Luigi Galli Bibiena (Parma, 1697 – Milano, 1774).

Progetti architettonico-decorativi per la Chiesa di San Rocco a Sabbioneta (Mantova), già indicati come “Progetti per Scene” (circa 1765-1767).

Sanguigna e matita; piccoli tarli sul verso e a sinistra, in basso, l’autografo a sanguigna “Antonius”; sul recto, a inchiostro e con grafia coeva, “Catalogo de’ ogni Santi e Sante che sono nella / Chiesa di San Rocho della cità (sic) di Sabioneta (sic)”; mm 250 x mm 222 (a pieni margini)”.

Figlio del capostipite della dinastia dei grandi scenografi con questa denominazione, ossia Ferdinando Galli Bibiena (Bologna, 1657 – Bologna, 1743), studiò dapprima con il padre e poi con lo zio Francesco, quando fu per qualche tempo a Roma. Quando il fratello Giuseppe si trasferì a Vienna, nella carica di “Primo Architetto e Scenografo” della corte imperiale, Antonio lo seguì. Nella capitale asburgica lavorò dapprima liberamente poi fece richiesta di essere assunto come “Secondo Ingegnere Teatrale”, carica che ottenne però solo all’inizio del 1727, anche se poi, in questa, città operò per circa trent’anni. In teatro, collaborò spesso con il fratello Giuseppe, ma la sua attività fu più intensa come architetto, decoratore e quadraturista. Dopo un’intensa parentesi di lavoro in Ungheria, al servizio del principe Esterhàzy, nel 1747 fece ritorno a Vienna e quando, l’anno dopo, il fratello Giuseppe prese congedo dalle Maestà Imperiali dal proprio servizio presso la corte, Antonio lo sostituì, diventando “Primo Architetto Imperiale”.

Solo nel 1751 fece definitivo rientro in Italia, dove fu attivissimo come architetto e architetto teatrale, scenografo, frescante e quadraturista, apparatore di addobbi per feste sacre e profane, nonostante, in un fervido e dibattuto clima di riforma dell’opera seria e della stessa scenografia, ormai con fermenti pre-romantici, le sue invenzioni per la scena fossero state giudicate “ormai tritumi, e trabicoli scenici” dall’Algarotti, sia pure indirettamente.

La sua intensa attività si svolse esclusivamente nel centro-nord dell’Italia, dove progettò, ristrutturò e ridecorò soprattutto, ma non solo, non pochi teatri: prima in Toscana, poi a Bologna (Nuovo Teatro Pubblico, 1763), a Treviso (Teatro Onigo, 1765-1766) e, poco prima della morte, a Pavia (Teatro dei Quattro Cavalieri Associati, 1773), oltre a due progettii, non realizzati, per un teatro nel Palazzo Ducale di Venezia e in quello di Milano (1770). Nel 1765 si stabilì per qualche tempo a Mantova, dove fece costruire il noto Teatro Scientifico (1767-1769), ma fu pure impegnato nella ristrutturazione della parrocchiale di Villa Pasquali (1765-1767) e nella Chiesa di Sabbioneta.

E’ a questo periodo che si riferisce il progetto qui pubblicato e, nello specifico, proprio a quest’ultima iniziativa. Il disegno, acquistato nel corso di un’importante asta pubblica a Parigi, come “Progetto per Scene”, raffigura in realtà parti architettonico-decorative probabilmente realizzate, in tutto o in parte, nella proprio nella Chiesa di Sabbioneta, dove il Galli Bibiena dipinse anche una raffinata finta volta. Che di progetti si tratti, lo confermerebbe la restituzione in pianta delle strutture architettoniche, per quanto abbozzatata; mentre, che esse riguardino questo edificio religioso, lo testimonia l’elenco manoscritto, sul recto del disegno, di vari quadri di soggetto sacro e di reliquie contenute nella Chiesa medesima. Certo un inventario approntato in occasione degli imminenti lavori di ristrutturazione e della temporanea rimozione degli oggetti dalla loro posizione originaria.