Cosimo Morelli. Trattato

on Mar 25, 2014

Cosimo Morelli (Imola, 1732 – 1812).

Pianta, e Spaccato/del Nuovo/Teatro/d’Imola/Architettura del Cavalier/COSIMO MORELLI/Dedicato a
sua Eccellenza/La Signora Marchesa/LILLA CAMBIASO/.
In Roma MDCCLXXX. /Nella Stamperia del Casaletti./Col Permesso de’ Superiori.
Prima edizione dell’opera con belle e grandi incisioni.

Legatura cartacea coeva, marmorizzata in verde, con dorsi in pelle, sempre verdi, con in alto la
scritta abbreviata in oro: “Morelli Teatri”; mm 350 x mm 470.
Nell’ultima pagina, sul recto, ex libris ad acquaforte, ma danneggiato,
di Pelagio Palagi (Bologna, 1775 – Torino, 1860), artista poliedrico, collezionista e decoratore
molto apprezzato da Carlo Alberto di Savoia-Carignano.

Il Morelli fu architetto papale e costruì varie e importanti edifici: il palazzo
Braschi a Roma e il Teatro d’Imola, successivamente distrutto da un incendio, sono due dei
suoi lavori più noti.

“Questo ingegnoso Architetto studiò grandemente la linea visuale sui teatri, e vi riusciì
meglio di ognuno. In quest’opera pone in confronto con altrettante tavole, undici più
diversi (a Forlì, Macerata, Venezia, Bologna, Torino, Napoli, Milano, Vicenza, Roma, Genova e Fano),
e bello ed utile è il fare questa comparazione. In altre tre tavole produce il proprio
Teatro ” (Cicognara, 768).

L’album fornisce, fra le altre piante e sezioni, un’interessante immagine dello stato del
Teatro di Sant’Agostino, il più grande di Genova, verso la fine del Settecento ossia
quando era stato acquistato, dagli eredi Pallavicino, da Marcello Durazzo, già doge (1767-1769) e
fratello del conte Giacomo (v. scheda). Rispetto all’anno della sua inaugurazione, il 1702, la sala subì
certo ristrutturazioni interne e consolidamenti esterni per aumentarne la capienza. I Durazzo la
ristrutturarono nel 1790, aggiungendovi un quinto ordine di palchi, inaugurandola quindi nel carnevale 170-1791
con una prima assoluta locale, Il Falegname, dramma giocoso di Domenico Cimarosa con scene del celebre
Pietro Gonzaga. Lo spettacolo non ebbe però successo e l’impresario dovette prontamente sostituirlo con
un’opera di Pietro Alessandro Guglielmi, già proposta a Genova nell’autunno del 1788, per l’apertura del
Nuovo Teatro della villeggiatura di Albaro, ma con titolo diverso: Le due Gemelle, invece che Gli Equivoci
nati per Somiglianza (v. scheda). Il dramma giocoso era tuttavia apparso a Napoli in prima assoluta, nel 1786,
come L’Inganno Amoroso.

Quanto alla nobildonna, dedicataria del prezioso album di Cosimo Morelli, si tratta della genovese Lilla Cambiaso,
probabilmente nata Giustiniani, il cui blasone marchionale campeggia nella seconda parte del grande frontespizio.
E’ certo la dama che, nell’autunno del 1796, insieme con un’altra, forse più illustre anche in prospettiva futura,
Anna Pieri Brignole Sale, ebbe l’incarico di fare da guida e di rendere piacevole, con altri due nobili locali,
l’ambizioso Girolamo Serra e Francesco Cattaneo, il soggiorno genovese di Madame Bonaparte,
vale a dire Joséphine Tascher de la Pagerie, vedova del visconte di Beauharnais e duchessa di Navarra,
che fu alloggiata nella Legazione di Francia, in piazzetta Spinola, con grande illuminazione organizzata dal ministro
plenipotenziario Faipoult de la Maisoncelle, amico di Napoleone.