Il Trionfo di Clelia

on Mar 25, 2014

Il Trionfo di Clelia, “Dramma per Musica” in tre atti.

Genova, Teatro del Falcone, carnevale 1762-1763.

Libretto: Pietro Metastasio, poeta cesareo della corte di Vienna (1730-1784), con varianti. Musica: “diversi Maestri di Cappella”.

Legatura coeva in pelle con stampigliature in oro, raffiguranti testine di angeli e code di pavone; mm 115 x mm 165.

Provenienza: biblioteca di Marcello Durazzo (1710-1791), fratello del conte Giacomo (v. scheda).

Esposizioni: Genova, 1978; Genova, 1985; Berlino, 1987; Parigi, 1989; Genova, 1994.

Si conoscono finora due sole copie originali di questo libretto, riguardanti la prima rappresentazione genovese. L’esemplare esteticamente e graficamente più elegante, è quello qui pubblicato, mentre l’altro, con legatura cartacea coeva, si trova alla Music Library della Illinois University di Urbana (USA).

Il “dramma per musica” fu allestito per la prima volta a Vienna nel 1762, in ben due occasioni, sempre con musica di Johann Adolf Hasse detto “il Sassone” (1699-1783), ed ebbe quindi una nuova partitura dal “Cavaliere Cristofaro Gluck” (1714-1787) (v. L’Innocenza Giustificata e Tetide) l’anno successivo, in occasione dell’apertura del “Nuovo Teatro Pubblico” di Bologna, progettato da Antonio Galli Bibiena (v. scheda).

Al Teatro del Falcone di Genova il nuovo libretto di Metastasio arrivò abbastanza presto, ma come “pasticcio” musicale, ossia con nuove arie di diversi compositori, secondo una consuetudine all’epoca abbastanza frequente. Si deve forse a Gerolamo Ignazio Durazzo (1676-1747), allora proprietario del Falcone, nonché zio paterno e suocero di Marcello (1710-1791), ovvero all’impresario Francesco Bardella ed al suo sublocatario Domenico Lanza (che firmò la dedicatoria del libretto a stampa, senza data), la sollecita ripresa di questo “dramma per musica”, in particolare per le allusioni, nel nome dell’eroina romana e nell’esaltazione delle sue particolari virtù, alla figlia maggiore del fu Giovanni Luca II (1681-1723) e nipote dello stesso Gerolamo Ignazio, Clelia o Clelia Maria appunto (1709-1782), sorella maggiore di Marcello e del conte Giacomo (v. scheda), donna volitiva e colta, incline a proporsi secondo il modello francese dell’hônnéte-femme o della femme-savante.