Interno del Teatro di Verona

on Mar 25, 2014

Jean-François Daumont (attivo a Parigi verso il 1740 – 1775).

“Vue Perspective de l’interieur de la Salle du Spectacle de Verone en Italie” (“Veduta prospettica dell’interno del Teatro di Verona”) (Parigi, 1760 – 1770 circa).

Acquaforte e acquarellatura d’epoca; mm 415 x mm 295 (a pieni margini). In alto a destra, con grafia e inchiostro d’epoca, il numero “57”. In basso, a destra: “a Paris chez Daumont rue St. Martin”.

L’incisione rappresenta l’interno del noto Teatro Filarmonico di Verona, costruito su progetto dell’altrettanto famoso Francesco Galli Bibiena (1715 – 1729 circa) per incarico del marchese Scipione Maffei, mentre si sta rappresentando un’opera seria imprecisata.

Il Daumont non era un incisore bensì un “mercier” che si era stabilito a Parigi già nel 1746, con atelier un rue de la Feronnerie. Nel 1760, come “marchand mercier” (una sorta di “mercante – editore d’arte” e non più solo “mercante” o “commerciante”) aveva ampliato la sua attività e si era ingrandito. Aveva allora in subaffitto una casa con l’insegna “L’Aigle d’Or”, sulla riva della Senna, fuori della Porta di Tournelle, ma abitava in rue Saint – Martin, vicino alla chiesa di Saint – Julien.

Fu editore di “vues d’optique et de pièces de circonstance”, ma alla sua attività di mercante di stampe affiancò quella, non meno importante, dei “papiers peints” (“tappezzerie dipinte”, ancora molto in voga e ricercate nella prima metà dell’Ottocento) e riuscì a diventare il più prestigioso cliente parigino dei suoi colleghi di Chartres e d’Orléans. Cessò sicuramente l’attività verso il 1775 poiché, da quell’anno appunto, il suo nominativo non figura più negli archivi della “Chambre syndicale de la librairie”.

Nella stessa ex collezione dello scrivente, figurano altri due grandi fogli, eseguiti sempre ad acquaforte con acquarellatura d’epoca, i quali rappresentano soggetti diversi, ma sempre italiani e legati al mondo del teatro e della musica: un’interessante “Vue Perspective de la Nouvelle Salle de Concert de Venise”, con il numero 28 (una tiratura di prova), ed una scena teatrale, dall’acquarellatura molto accesa, denominata “Decoration de Théatre representant les Jardins de Circe Magicienne femme de Minos” (anche questa una tiratura di prova).