L’Innocenza Giustificata

on Mar 25, 2014

L’Innocenza Giustificata, “Festa teatrale a quattro voci e coro” in un atto. Vienna, “Privilegiato Imperial Teatro di Corte” (Burgtheater), dicembre 1755.

Libretto: Giacomo Durazzo (Genova, 1717-Padova/Venezia, 1794) con versi tratti anche da libretti di Pietro Metastasio, poeta cesareo della corte di Vienna (1730-1784).

Musica: Christoph Willibald Gluck (Christoph Willibald Ritter von Gluck) (Erasbach/Berching (Upper Palatinate), 1714 – Vienna 1787).

Provenienza: biblioteca del conte Giacomo Durazzo (v. scheda Giacomo Durazzo).

Questa “Festa Teatrale”, di tono inevitabilmente celebrativo nei confronti degli Asburgo, costituisce un primo velato e circospetto tentativo, da parte del conte Durazzo, di ingraziarsi, per quanto possibile, il partito capeggiato da Metastasio (inizialmente a lui non troppo favorevole), anche se nella corte di Vienna del tempo non era certo il solo e il più agguerrito. Specie quando, il soggetto straniero, il Durazzo appunto, aveva intelligenza e idee chiare, forti appoggi politici e qualcosa di più del desiderio di costruirsi una posizione e avviarsi ad una carriera più che brillante. Nell’anonimo “Avvertimento al Lettore”, del resto, il conte si premurava di precisare: “Chi ha disteso questo breve Dramma non si è proposto di dare alla luce un nuovo componimento: si è studiato solo di sceglier soggetto che somministrasse occasione di secondare la giusta parzialità del pubblico per l’illustre Autore (lo stesso Metastasio) da cui sono state in varj tempi scritte tutte le Arie in questo Dramma contenute”.

Alla fine della lista dei “Personaggi” (mancano i nomi dei cantanti che conosciamo tuttavia da altre fonti), compare una frase chiarificatrici: “La musica è del Signor Cristoforo Gluch”. Inutile sottolineare che tutta la veste tipografica del libretto, ricca di fregi e finalini (anche se non graficamente raffinata e francesizzante come quello della serenata Tetide del 1760: cfr. scheda nell’Art Gallery), con tutto il detto o, piuttosto, il non detto, aveva il preciso scopo di mettere sotto i riflettori della corte proprio Gluck, un nuovo compositore non ancora conosciutissimo a Vienna e altrove, ma al quale il Durazzo avrebbe dato fama e prestigio, affidandogli, musicalmente, la riforma dell’opera seria e del balletto pantomimico, con tutte le vivaci querelles che ne seguirono. L’Innocenza Giustificata può dunque considerarsi il primo gradino verso quell’ambiziosa, magnifica e rivoluzionaria ‘riforma’, nata per suggellare e incrementare l’alleanza politica tra Austria e Francia e intensificare, insieme, gli scambi tra l’opera italiana e quella francese.