Mrs. Abington come Talía

on Mar 25, 2014

Richard Cosway R.A. delineavit – F. Bartolozzi sculpsit

“Thalia / M.rs Abington” (“M.rs Abington come Thalia”) (1783).

Pointillée rosso; in fondo, al centro della stampa, le generalità dell’editore, ma usurate dal tempo e poco leggibili: vi si distingue con chiarezza l’anno “1783” e parzialmente l’indirizzo “Holbern: London”; mm. 265 x mm 355 (a pieni margini).

Attrice di fama, donna affascinante, capace d’influenzare il gusto del suo tempo e con conoscenze altolocate, era di umili origini ed il suo nome da ragazza era Frances o Fanny Barton (1737 – 1815). Fece molti mestieri prima di arrivare al teatro (fioraia, cantante di ballate per strada, domestica di una sarta francese e perfino cuoca). Al servizio di un “French milliner”, imparò le buone maniere ed imparò sempre meglio il francese che poi sfoggiò nella vita e sul palcoscenico. Debuttò nel 1755, abbastanza giovane, quando Theophilus Cibber ottenne la licenza di aprire il Teatro di Haymarket durante la stagione estiva. Il 21 agosto, andò in scena la ‘prima’ di una commedia piuttosto ‘disinvolta’ scritta da una donna, Susannah Centlivre, dal significativo titolo The Busy Body, dove la Barton interpretò con successo un accattivante ruolo di Miranda. Iniziò a fare tournées in località alla moda come Bath e Richmond e, appena un anno dopo, tornò a Londra. Qui, diventò membro della compagnia stabile che agiva nel Teatro di Drury Lane, grazie alla raccomandazione di Samuel Foote.

Dopo le repentine nozze con il suo maestro di musica (un “royal trompeter”), nel 1759, si fece chiamare “Mrs Abington”. Il matrimonio, forse un modo per potenziare la sua scalata sociale e la sua fortuna di attrice, naufragò in breve tempo e la coppia di separò. La Abington preferì tuttavia lasciare Londra per qualche tempo e si recò in Irlanda, dove riscosse subito un grande successo e si impose anche come ispiratrice di nuove mode nell’abbigliamento delle signore (come la “Abington cap”). In Irlanda ebbe particolare gradimento il suo ruolo di Lady Townley, così come a Londra, almeno inizialmente, quelli di Mrs. Pritchard e Kitty Clive.

Tornò al Drury Lane solo dopo i pressanti inviti di un grande attore inglese del tempo, David Garrick, “il grande Arlecchino inglese”, e vi rimase per ben 18 anni, diventando famosa per i suoi ruoli di gran dame e regine da commedia, ma pure di accattivanti coquettes, interpretando però anche personaggi di più umile estrazione sociale. Fu la prima Lady Teazle nella commedia The School of Scandal di Richard Brinsley Sheridan nel 1777, suscitando perfino l’entusiasmo di un ostico e difficile critico come Horace Walpole che però, affascinato dalla sua interpretazione, la invitò alla fine, non senza reticenze e difficoltà da parte dell’attrice, nella sua dimora di Strawberry Hill.

Mrs. Abington cimentò anche con successo in ruoli shakespeariani (Beatrice, Porzia, Desdemona, Ofelia), ma forse più confacenti furono alcuni ruoli comici come Miss Boyden, Biddy Tipkin, Lucy Lockit e soprattutto Miss Prue in Love for Love di Congreve. In quest’ultimo ruolo (uno degli ultimi da lei portato al successo) fu ritratta perfino dal noto pittore Joshua Reynolds nel 1771.

Nel 1782, la Abington lasciò bruscamente il Drury Lane e passò al più prestigioso Convent Garden. Fra il 1790 ed il 1797, rimase lontana dalle scene e si pensò ad un suo ritiro definitivo: queste, almeno, le voci che allora circolavano. Riapparve tuttavia, per una sola stagione,ed il pubblico l’accolse di nuovo con calore e simpatia. Non godette mai di una formale serata di “benefit” per la sua ultima apparizione che fu il 12 aprile 1799, nell’afterpiece di Three Weeks after Marriage (forse in qualche modo allusiva della sua passata esperienza personale), i cui proventi sarebbero invece andati al suo collega Alexander Pope.

Dimenticate le difficoltà e gli squallori degli inizi, alla fine della sua carriera Mrs. Abington si era costruita e conquistata una posizione di grande prestigio, anche culturale. Personaggio à la page, amica di molte dame dell’aristocrazia più in vista, conobbe anche Samuel Johnson, i cui rapporti cordiali con la Abington vennero narrati da Boswell nella sua biografia di lessicografo e scrittore.

Mrs. Abington si ritirò dalle scene vivendo agiatamente, grazie ai cospicui e talora lauti guadagni che si era provvidenzialmente accumulati ed investiti durante la sua lunga carriera. Negli ultimi anni, fu tuttavia quasi dimenticata, fino alla morte che la colse, a 78 anni, nel 1815, lo stesso anno in cui scomparve anche Francesco Bartolozzi.