Petrine o Farinette

on Mar 25, 2014

Petrine alias Farinette, parodia in “ariettes et vaudevilles” di Proserpine, tragédie en musique di Jean-Baptiste Lully (1632-1687), rappresentata due volte nell’inverno e nell’autunno del 1680.

Parigi, Teatro della Comédie-Italienne, gennaio 1759.

Libretto: Philippe Quinault (1635-1688), con varianti di Charles Simon Favart in collaborazione con Michel-Jean Sedaine (1719-1797).

Musica: Charles-Simon Favart (1710-1792): alcune canzoni popolari dette “vaudevilles” sono sue; altre di routine.

Esposizioni: Genova 2004.

Questo libretto è uno dei molti esempi di un genere operistico, molto amato in Francia nel corso del Settecento, ma poco o mal conosciuto in Italia, come la stessa tragédie-lyrique, orgoglio e vanto della tradizione musicale e teatrale voluta da Luigi XIV e nata in contrapposizione al “dramma per musica” italiano, anche se grazie ad un compositore toscano, Giovanni Battista Lulli, a cui il sovrano aveva graziosamente concesso di mutare la sua identità in quella più opportuno di Jean-Baptiste Lully.

Si tratta di quello che oggi definiamo opéra-comique e che, genere nato nei teatri parigini delle “Foires” (Fiere) all’inizio del secolo XVIII, prevedeva di solito una parte vocale e strumentale, con dialoghi in un linguaggio corrente e soprattutto coin ampio uso di “vaudevilles”. Questa forma popolare e sempre più popolareggiante di spettacolo era in netta antitesi e in concorrenza con la “tragédie mise en musique” che era poi l’opera di corte, vale a dire tutto ciò che produceva l’Académie Royale de Musique, creata appunto dal Re Sole con un forte intento politico- nazionalistico. Petrine, con il titolo di Farinette, andò originariamente in scena al teatro della Foire St. Germain (Fiera di S. Germain/Germano) di Parigi nel 1741. Il testo qui proposto è invece quello che, come Petrine appunto, Charles-Simon Favart e Michel-Sedaine proposero al teatro della Comédie Italienne, sempre a Parigi, ma nel 1759.

Favart divenne ben presto uno specialista del genere, oltre che un profondo conoscitore del mondo teatrale e musicale parigino del suo tempo, tanto da entrare in lunga amicizia con il conte Giacomo Durazzo (1717-1794), aristocratico genovese, che stava approntando la riforma dell’opera seria nei teatri imperiali di Vienna, nella prestigiosa mansione di Generalspektakeldirektor.

Charles-Simon aveva inoltre sposato una cantante altrettanto specializzata in quel genere di spettacolo musicale, Madame du Ronceray (Duronceray) o Marie-Justine Benoît, in arte Mademoiselle Chantilly (1727-1772), la quale, nello spettacolo del libretto a stampa di cui si pubblica qui il frontespizio, interpretava il ruolo della vivace Petrine (Pietrina), figlia di “Madame Painfrais (Panefresco), Fermiere (Fattoressa)”.

Favart e Durazzo si conobbero a Bruxelles nel 1747, durante gli spostamenti del fronte della Guerra di Successione Austriaca, quando i coniugi Favart si esibivano nel celebre Théâtre de la Monnaie di quella città e il nobile genovese ebbe pure l’opportunità di fare la conoscenza della moglie di Charles-Simon che ricordava ancora, con parole gentili, in una lettera del 1761.