Sonetto dedicatorio

on Mar 25, 2014

Caterina Cherubini (cantante attiva fra il 1682 e il 1686).

Sonetto dedicatorio. Anonimi l’incisore e l’autore dei versi. Acquaforte; mm 170 x mm 350 (a pieni margini).

Esposizioni: Firenze 2006.

Il sonetto, caratterizzato da una ricca cartouche simbolico-decorativa che incornicia il breve componimento dedicato alla cantante, costituisce un esemplare di notevole qualità e importanza nel suo genere. Testimonia inoltre il fasto della Napoli spagnola di fine Seicento e l’attività del Teatro di San Bartolomeo, chiuso nel 1735.

Scarse le notizie su Caterina Cherubini (Cherubina), forse fiorentina, che a Napoli si esibì, nel ruolo primario di “Artamene”, nel corso della probabile prima rappresentazione locale del dramma per musica L’Astiage Re di Media, musica forse di Giovanni Bonaventura Viviani e libretto di Matteo Noris da Giovanni Filippo Apolloni, certo con modifiche rispetto alla prima assoluta veneziana del 1677. Lo spettacolo napoletano andò in scena nel novembre del 1682 e certo si collega con un allestimento milanese del 1679, dedicato alla contessa Caterina della Cerda di Melgar, moglie del locale viceré spagnolo.

La Cherubini cantò quindi al Teatro Fontanelli di Modena nell’autunno del 1686, come “Artemisia”, nell’”opera drammatica per musica” dal titolo Il Trespolo Tutore Balordo (musica di Alessandro Stradella e libretto di Giovanni Cosimo Villifranchi da Giovanni Battista Ricciardi), andata in scena al Teatro del Falcone di Genova, in prima rappresentazione assoluta, nel carnevale del 1679, quando suscitò l’intervento degli Inquisitori di Stato per l’”indecorosità” di alcune parti del testo poetico. Tanto da sospenderne le recite dopo due sole rappresentazioni che pure riscuotevano un certo successo di pubblico.